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Promozione dei prodotti di eccellenza

Vicenza è ha invitato giornalisti specializzati

Tutto è nato quando Vicenza è, lo scorso gennaio, ha invitato alcuni giornalisti specializzati in enogastronomia al ristorante Cracco di Milano per promuovere il broccolo fiolaro di Creazzo, uno dei primi prodotti de.co. del vicentino. E' stata quella l'occasione per invitare qualificati rappresentanti della stampa a venire a scoprire le nostre eccellenze. Un lavoro durato mesi ha consentito ai giornalisti di selezionare le prime visite di loro interesse, dato che Vicenza è sta già lavorando per altri tour alla scoperta dei numerosi prodotti di qualità che la terra vicentina sa produrre ed offrire.

A visitare produttori e ristoranti sono giunti giornalisti che scrivono su La Cucina italiana, La Repubblica, Il Corriere della sera, La Prova del cuoco, Chef, Arte in cucina, Il Sole-24 ore, Food & Beverage, Italia squisita e Informacibo, quindi 10 autorevoli personaggi in grado di valutare quello che avevano scelto di conoscere o di approfondirne la conoscenza e di cui alla prima occasione scriveranno.

Il programma è iniziato il venerdì con un ottimo menù di pesce al ristorante Alla Veneziana di Longa con una presentazione dell'enogastronomia vicentina sulla quale è intervenuto il presidente della Coldiretti Diego Meggiolaro, cui è seguita una lezione magistrale sui distillati curata da Vittorio Capovilla, con degustazione guidata di alcuni dei suoi prodotti.

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Ma danno proprio fastidio le De.Co.!

Ennesimo attacco all’idea veronelliana delle De.Co. (denominazioni comunali).
E’ di qualche giorno fa e giunge dall’Aicig (associazione italiana consorzi indicazioni geografiche) e da Paolo De Castro, già ministro dell’agricoltura. Leggo nel comunicato stampa diffuso:
… sempre più numerosi risultano i fenomeni di sfruttamento parassitario delle indicazioni geografiche così come altre forme a carattere prevalentemente localistico, di apparente legame con il territorio, che tuttavia non forniscono al consumatore alcuna forma di garanzia, non avendo alle spalle consorzi di tutela oppure organismi di certificazione ufficialmente riconosciuti e non potendo fornire garanzie né sulla provenienza della materia prima utilizzata né sulla modalità produttiva”.
Nulla di nuovo: la consueta difesa degli organismi e del potere centrali da prima e seconda repubblica, e l’ormai indigesta esaltazione delle denominazioni dop, igp, eccetera, quali unici strumenti, secondo loro, di reale difesa dei prodotti, dell’origine, bla bla bla…

Nulla di nuovo nemmeno l’ignoranza sulla reale natura delle De.Co.
Afferma De Castro: “In Italia siamo bravissimi a farci male da soli: ricordiamo tutte le iniziative, come i marchi De.Co. (denominazioni comunali), in contrasto con le disposizioni comunitarie e capaci di creare solo confusione sui mercati.
Dobbiamo valorizzare e investire sulle denominazioni comunitarie.”

Sarebbe bene che De Castro, che già da ministro si era scagliato contro a priori, andasse a rileggere una volta per tutte – con necessarie attenzione e onestà intellettuale – i documenti.
A 15 anni dalla loro comparsa, si ostina ad affermare – nonostante l’ampia letteratura contraria – che le De.Co. sono un marchio (!).
No, non sono un marchio, bensì una semplice certificazione d’origine rilasciata, attraverso un’altrettanto semplice delibera, dal sindaco e dalla sua giunta, in pieno rispetto delle norme e in piena assunzione di precisa responsabilità.

Dunque, del tutto legittime le De.Co., anche a livello comunitario, come testimoniano i documenti tecnico-giuridici in materia. Vada, De Castro, a rileggersi pure questi. Poi si (ri)discuta.

Grazie al cielo, il numero dei comuni che deliberano sono in costante aumento e, addirittura, vi sono due regioni – Veneto e Sicilia – che hanno predisposto il testo di una legge regionale De.Co., il cui iter è in corso e la cui approvazione si spera in tempi brevi.
Azioni, concrete, in risposta alle aleatorie, inutili e antistoriche proteste dei filistei di turno.

Gian Arturo Rota
e Paolo Massobrio, Roberto De Donno, Consorzio Vicenza è, Rosario Privitera

A Zugliano e Sarcedo si comincia parlare di deco..

ZUGLIANO-SARCEDO. Area da valorizzare

In 150 al Barcon per scoprire i luoghi del piano turistico


Sono stati oltre 150 i partecipanti alla passeggiata ecologica tra i territori di Zugliano e Sarcedo in programma ieri mattina con l´obiettivo di far conoscere i luoghi interessati dal progetto “Sarcedo Turistica”, che comprende la realizzazione di un campo da golf a 18 buche e di un´area residenziale, nella zona del Barcon. L´iniziativa è stata proposta da Legambiente, Comitato No Golf Sarcedo ( che fa parte della rete Sotto la neve Pane), tutte le minoranze di Sarcedo e la minoranza “Partecipazione e Democrazia” di Zugliano. 

«Sono soddisfatto della risposta dei cittadini, non solo di Sarcedo e Zugliano - ha dichiarato il consigliere comunale di “Partecipazione e Democrazia” Sandro Maculan – ma anche di paesi limitrofi come Thiene, Fara, Lugo, Zané e Caltrano. L´obiettivo della passeggiata era di far conoscere gli aspetti storici, culturali e ambientali dell´area del Barcon e di informare sul progetto “Sarcedo Turistica”». 
«È importante guardare alla fase propositiva – ha continuato – ossia fare delle proposte in armonia con la storia agricola di quest´area, una delle pochissime zone agricole non compromesse, con una prospettiva a medio-lungo termine. Si tratta, infatti, di un´area di pregio che può portare uno sviluppo sia ai proprietari terrieri sia ai Comuni interessati. Ad esempio, la zona interessata dal campo da golf ha terreni che andrebbero valorizzati dal punto di vista agro-alimentare. Si potrebbero coltivare i cereali tipici rendendoli a denominazione comunale (De.Co.) e creare filiali corte. Si tratterebbe quindi di promuovere l´ecoturismo e percorsi guidati enogastronomici». S.D.M.

@ Lunedì 27 maggio 2013 – PROVINCIA – Pagina 17

LONIGO.Degustazioni di primavera.. con le deco!

DeGustazione di PrimaVera.Fantasie eno-gastronomiche proposte dagli allievi della Scuola di Ristorazione DIEFFE che interpretano, in collaborazione con Gastronomi e Ristoratori, le eccellenze agroalimentari e vitivinicole abilmente coltivate e prodotte nel nostro territorio.


La prossima edizione della Degustazione di Primavera si svolgerà venerdì 24 maggio in Piazza Garibaldi a Lonigo dalle 18 alle 21.
Il ticket per accedere alle degustazioni sarà di 4 euro.
Originale ed ambiziosa la formula studiata e proposta quest’anno dalla Scuola di Ristorazione Dieffe mira a valorizzare al meglio tutti i partner coinvolti nell’evento, che già conta l’adesione di 24 aziende del territorio tra produttori della filiera agroalimentare, vitivinicola e ristoratori.
La piazza di Lonigo si farà vetrina per la Scuola e per le realtà locali, popolandosi di vere e proprie isole di degustazione dove verranno abbinati produttore o azienda agricola che andranno a fornire l’ingrediente o gli ingredienti di base su cui il ristoratore prescelto elaborerà una ricetta ad hoc per la manifestazione. Saranno gli allievi della Scuola di Ristorazione ad affiancare il ristoratore nella realizzazione e nel servizio dei piatti proposti.
Verrà selezionata inoltre un azienda vinicola tra le presenti per l’abbinamento cibo-vino.
Sarà quindi possibile in ogni isola scegliere e degustare una diversa pietanza accompagnata da un vino del territorio.
Presenti anche prodotti deco vicentini.decolonigo
 

"Masochista in cucina" di Antonio di Lorenzo

mercoledì 22 maggio 2013 PRIMAPAGINA, pagina 1
Mentre la vicentina (mantovana d´adozione) Nadia Santini di Altissimo viene premiata a Londra come la migliore cuoca al mondo, il sottosegretario ai Beni Culturali afferma che in Italia si mangia male e la situazione della cucina è negativa. Ilaria Carla Anna Borletti Dell´Acqua in Buitoni è una signora che perfino nel (secondo) cognome ha una ragion d´essere gastronomica. E infatti, intervistata da Panorama, afferma: «Se c´è una cosa al mondo che detesto è mangiare male».
Ma poi arriva un giudizio tranchant. Alla domanda: «Come giudica il livello degli chef italiani?», la risposta è: «Negativamente. In Italia s´è smesso da tempo di mangiare bene, purtroppo. Siamo corsi dietro alle mode, ai francesi, allontanandoci dalla nostra idea di cucina».
Sono frasi che lasciano allibiti. Prima di tutto non è vero: da dieci-dodici anni è cresciuta la cultura dei cuochi, che valorizzano prodotti locali (a partire dalle veronelliane De.Co.) e piatti tradizionali. E tutto il mondo vuole mangiare italiano: Giancarlo Perbellini e Giovanni Rana hanno aperto un ristorante a New York da 600 posti nel quale producono tre quintali di pasta fresca al giorno. Infine, nella stessa classifica dei 50 migliori ristoranti al mondo, Massimo Bottura è al terzo posto, ma ci sono anche i padovani-vicentini Raffaele e Massimiliano Alajmo, il torinese Davide Scabin, Enrico Crippa di Alba.
Commenta bene Paolo Marchi le frasi di Milady con un «desolante»: «Siamo masochisti. Continuiamo a farci del male e massacriamo anche quello in cui siamo bravi. A una così in Francia avrebbero imposto le dimissioni». Ottima idea.

@IL GIORNALE DI VICENZA

Desinar per Costozza - 5^ Edizione

L’evento è ispirato alla memoria dello Statuto della comunità di Costozza, uno storico codice sottoscritto nel 1292 che disciplinava la vita sociale, economica e politica del paese. Come allora, anche ai giorni nostri la Piazza del paese diventa il luogo ideale per rivivere l’atmosfera della antica comunità e la convivialità tra i cittadini, attorniati dal patrimonio di arte e di architettura. Le pagine del primo codice saranno esposte sulle mura della piazza per far conoscere agli ospiti le origini e la storia della “Perla dei Berici”. Il gusto della storia si accompagna a quello dei piatti tipici del territorio: la consueta cena di gala organizzata dalla Magnifica Confraternita Ristoratori de.co. verrà servita con aperitivo iniziale nei magnifici giardini di Villa da Schio e a seguire nei tavoli della piazza, chiusa al traffico per l’occasione. Nel menu faranno capolino i diversi prodotti del territorio, con particolare risalto alle denominazioni comunali dell’Area berica in abbinamento ai migliori vini  di Costozza. Una imperdibile occasione per ascoltare, respirare, degustare il meglio delle tradizioni di questa parte dei Colli Berici.

desinar per costozza

MENU DELLA SERATA
“menu dei cibi perduti”, tratto da un vecchio ricettario di Checco Servitore
Nei giardini di Villa da Schio
-          Peseto popolo, pevarini, pane del borgo con baccalà alla vicentina, piselli tardivi di Lumignano, pioppini di Costozza, asparagi di Bassano con la trota di Ferrazza
A tavola nella Piazza da Schio
-          Antipasto di pane con le noci, “bocconata” di formaggio mezzano e verdure in conserva
-          Minestra di cumo con zanzarelle
-          Riso delle Abbadesse ai sapori dell’aia con piselli tardivi di Lumignano
-          culaccio di vitello alla contadina nel pane al vapore con fagiolini cornetti in tegame
-          Polenta di Marano con i pioppini, patate e pere con cipolla e pancetta
-          Flan di piselli tardivi e asparagi
-          Dolce di latte in piedi con ciliegie in composta
Vini abbinati della cantina Mattiello di Longare
Costo serata € 30,00  Ogni 10 posti prenotati uno in omaggio