Incontro De.Co Patata Monte Faldo
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- Categoria: Notizie De.Co. sovracomunale Patata Monte Faldo
- Creato: Giovedì, 30 Maggio 2013 11:22
Vicenza è ha invitato giornalisti specializzati
Tutto è nato quando Vicenza è, lo scorso gennaio, ha invitato alcuni giornalisti specializzati in enogastronomia al ristorante Cracco di Milano per promuovere il broccolo fiolaro di Creazzo, uno dei primi prodotti de.co. del vicentino. E' stata quella l'occasione per invitare qualificati rappresentanti della stampa a venire a scoprire le nostre eccellenze. Un lavoro durato mesi ha consentito ai giornalisti di selezionare le prime visite di loro interesse, dato che Vicenza è sta già lavorando per altri tour alla scoperta dei numerosi prodotti di qualità che la terra vicentina sa produrre ed offrire.
A visitare produttori e ristoranti sono giunti giornalisti che scrivono su La Cucina italiana, La Repubblica, Il Corriere della sera, La Prova del cuoco, Chef, Arte in cucina, Il Sole-24 ore, Food & Beverage, Italia squisita e Informacibo, quindi 10 autorevoli personaggi in grado di valutare quello che avevano scelto di conoscere o di approfondirne la conoscenza e di cui alla prima occasione scriveranno.
Il programma è iniziato il venerdì con un ottimo menù di pesce al ristorante Alla Veneziana di Longa con una presentazione dell'enogastronomia vicentina sulla quale è intervenuto il presidente della Coldiretti Diego Meggiolaro, cui è seguita una lezione magistrale sui distillati curata da Vittorio Capovilla, con degustazione guidata di alcuni dei suoi prodotti.
Ennesimo attacco all’idea veronelliana delle De.Co. (denominazioni comunali).
E’ di qualche giorno fa e giunge dall’Aicig (associazione italiana consorzi indicazioni geografiche) e da Paolo De Castro, già ministro dell’agricoltura. Leggo nel comunicato stampa diffuso:
“… sempre più numerosi risultano i fenomeni di sfruttamento parassitario delle indicazioni geografiche così come altre forme a carattere prevalentemente localistico, di apparente legame con il territorio, che tuttavia non forniscono al consumatore alcuna forma di garanzia, non avendo alle spalle consorzi di tutela oppure organismi di certificazione ufficialmente riconosciuti e non potendo fornire garanzie né sulla provenienza della materia prima utilizzata né sulla modalità produttiva”.
Nulla di nuovo: la consueta difesa degli organismi e del potere centrali da prima e seconda repubblica, e l’ormai indigesta esaltazione delle denominazioni dop, igp, eccetera, quali unici strumenti, secondo loro, di reale difesa dei prodotti, dell’origine, bla bla bla…
Nulla di nuovo nemmeno l’ignoranza sulla reale natura delle De.Co.
Afferma De Castro: “In Italia siamo bravissimi a farci male da soli: ricordiamo tutte le iniziative, come i marchi De.Co. (denominazioni comunali), in contrasto con le disposizioni comunitarie e capaci di creare solo confusione sui mercati.
Dobbiamo valorizzare e investire sulle denominazioni comunitarie.”
Sarebbe bene che De Castro, che già da ministro si era scagliato contro a priori, andasse a rileggere una volta per tutte – con necessarie attenzione e onestà intellettuale – i documenti.
A 15 anni dalla loro comparsa, si ostina ad affermare – nonostante l’ampia letteratura contraria – che le De.Co. sono un marchio (!).
No, non sono un marchio, bensì una semplice certificazione d’origine rilasciata, attraverso un’altrettanto semplice delibera, dal sindaco e dalla sua giunta, in pieno rispetto delle norme e in piena assunzione di precisa responsabilità.
Dunque, del tutto legittime le De.Co., anche a livello comunitario, come testimoniano i documenti tecnico-giuridici in materia. Vada, De Castro, a rileggersi pure questi. Poi si (ri)discuta.
Grazie al cielo, il numero dei comuni che deliberano sono in costante aumento e, addirittura, vi sono due regioni – Veneto e Sicilia – che hanno predisposto il testo di una legge regionale De.Co., il cui iter è in corso e la cui approvazione si spera in tempi brevi.
Azioni, concrete, in risposta alle aleatorie, inutili e antistoriche proteste dei filistei di turno.
Gian Arturo Rota
e Paolo Massobrio, Roberto De Donno, Consorzio Vicenza è, Rosario Privitera
ZUGLIANO-SARCEDO. Area da valorizzare
In 150 al Barcon per scoprire i luoghi del piano turistico
Sono stati oltre 150 i partecipanti alla passeggiata ecologica tra i territori di Zugliano e Sarcedo in programma ieri mattina con l´obiettivo di far conoscere i luoghi interessati dal progetto “Sarcedo Turistica”, che comprende la realizzazione di un campo da golf a 18 buche e di un´area residenziale, nella zona del Barcon. L´iniziativa è stata proposta da Legambiente, Comitato No Golf Sarcedo ( che fa parte della rete Sotto la neve Pane), tutte le minoranze di Sarcedo e la minoranza “Partecipazione e Democrazia” di Zugliano.
«Sono soddisfatto della risposta dei cittadini, non solo di Sarcedo e Zugliano - ha dichiarato il consigliere comunale di “Partecipazione e Democrazia” Sandro Maculan – ma anche di paesi limitrofi come Thiene, Fara, Lugo, Zané e Caltrano. L´obiettivo della passeggiata era di far conoscere gli aspetti storici, culturali e ambientali dell´area del Barcon e di informare sul progetto “Sarcedo Turistica”».
«È importante guardare alla fase propositiva – ha continuato – ossia fare delle proposte in armonia con la storia agricola di quest´area, una delle pochissime zone agricole non compromesse, con una prospettiva a medio-lungo termine. Si tratta, infatti, di un´area di pregio che può portare uno sviluppo sia ai proprietari terrieri sia ai Comuni interessati. Ad esempio, la zona interessata dal campo da golf ha terreni che andrebbero valorizzati dal punto di vista agro-alimentare. Si potrebbero coltivare i cereali tipici rendendoli a denominazione comunale (De.Co.) e creare filiali corte. Si tratterebbe quindi di promuovere l´ecoturismo e percorsi guidati enogastronomici». S.D.M.
@ Lunedì 27 maggio 2013 – PROVINCIA – Pagina 17
DeGustazione di PrimaVera.Fantasie eno-gastronomiche proposte dagli allievi della Scuola di Ristorazione DIEFFE che interpretano, in collaborazione con Gastronomi e Ristoratori, le eccellenze agroalimentari e vitivinicole abilmente coltivate e prodotte nel nostro territorio.
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